Colleghe e colleghi, l’Agenzia delle Entrate ha varato il nuovo servizio telematico “Istanza rettifica dati catastali”, che sostituisce progressivamente il vecchio Contact Center e rende nativa‐digitale la gestione delle richieste di correzione di dati e intestazioni catastali. Ecco, in sintesi, come funziona, chi può presentare, cosa allegare e le accortezze operative utili nello studio.

Dove si trova e chi può operare
-
Il servizio è nell’area riservata del sito AE, accesso con SPID/CIE/CNS (o credenziali AE nei casi previsti).
-
Può presentare il titolare del diritto reale, il delegato (con procura o dichiarazione sostitutiva caricata e firmata) e i rappresentanti/persona di fiducia abilitati ai sensi del provv. 22/09/2023.
-
La competenza è dell’Ufficio Provinciale – Territorio in base al Comune degli immobili.
Il perimetro del servizio
Due grandi famiglie di istanze:
-
Rettifica immobile (identificativi, toponomastica, planimetrie, superfici, classamento, ruralità, tipi mappali/frazionamenti, variazioni colturali, riserve, demolizioni, ecc.).
-
Rettifica intestazione catastale (registrazione volture non acquisite/errate, quote, regimi, coniuge in comunione, codice fiscale, F/6, Docfa, denominazioni societarie, ripristini).
Allegati, formati e firme
-
Allegati ammessi: PDF, TIF/TIFF; delega/procura o dichiarazione sostitutiva firmate (digitale o autografa + documento). Gli originali cartacei vanno conservati secondo le regole AE.
-
Per planimetrie: upload immagine (TIF/TIFF) oppure indicazione di anno e protocollo già agli atti.
Pagamenti (quando dovuti)
-
L’imposta di bollo è €16, con pagamento via PagoPA (online o “stampa avviso”). Se l’istanza è in bollo, va pagata entro 10 giorni, altrimenti la pratica viene annullata e i documenti non risultano più associati.
Ricevute e stati della pratica
-
Il sistema rilascia ricevute di ricezione/controllo/accettazione (e di registrazione o rifiuto/mancata registrazione a chiusura lavorazione). Gli stati guidano il flusso: Controllo documenti → (eventuale) Richiesta pagamento → In trasmissione → Inviata in ufficio → In lavorazione/sospesa/chiusa. In caso di sospensione, è possibile integrare documenti dall’apposita funzione.
Periodo transitorio
Il vecchio “Contact Center” resta attivo fino alla dismissione che sarà comunicata da AE; dopo quella data non si potranno più inviare istanze tramite quel canale.
Checklist operativa per lo studio
A) Prima di iniziare
-
Verificare credenziali di accesso e, se si opera per terzi, predisporre procura/dichiarazione (modelli disponibili in procedura).
-
Raccogliere visure (soggetto/immobile) e riferimenti utili: atti, note di trascrizione, protocolli volture, dati Anagrafe Tributaria per i CF da rettificare.
B) Compilazione (wizard)
-
Per conto di chi si opera (se stessi, coniuge/parente, erede, delegato) e contatti (e-mail/PEC, telefono).
-
Dati istanza: provincia, comune, catasto (F/T/F+T per alcune casistiche), tipologia (immobile/intestazione), motivazioni (anche multiple se consentite) e eventuali estremi atto.
-
Riepilogo, poi pagina di dettaglio con Immobili / Soggetti / Allegati / Pagamento / Conferma invio.
C) Casi tipici e “attenzioni”
-
Identificativi non presenti: obbligatori Foglio/Particella e planimetria (file o estremi). Se si indicano soggetti, le quote devono fare intero. Allegare documento di accatastamento.
-
Toponomastica/piano: indicare toponimo certificato, civico e piano (fino a 4 indirizzi).
-
Superfici/Classamento: rispettare la logica per gruppi A/B/C (consistenza), D/E (rendita), F (superficie).
-
Ruralità: data decorrenza (unica su più immobili) + autocertificazione allegata.
-
Demolizioni di fabbricati mai dichiarati: data demolizione (unica), documentazione obbligatoria e bollo.
-
Voltura non acquisita/errata: inserire protocollo (o nota di trascrizione per percorso dedicato); niente bollo.
-
Quote/regimi/coniuge in comunione: curare somma quote = intero, indicare regime e riferimento coniuge. Casi soggetti a bollo.
-
Codice fiscale:
-
assente → si inserisce CF coerente con AT;
-
errato → si rettifica (in bollo salvo omocodia).
-
-
F/6 e Docfa: percorsi dedicati per riallineare le titolarità; in bollo.
Buone pratiche per evitare scarti e ritardi
-
Compilare e firmare la stampa dell’istanza prima dell’invio finale (upload del PDF firmato richiesto).
-
Verificare formati degli allegati e congruenze (messaggi di errore bloccanti in “Conferma invio”).
-
Se l’istanza è in bollo, selezionare la modalità di pagamento in sezione “Pagamento” e versare entro 10 giorni.
-
In caso di sospensione, usare “Documentazione aggiuntiva” per integrare tempestivamente.
In sintesi
Il nuovo canale standardizza e guida la rettifica dei dati catastali, con maggiore tracciabilità, pagamenti integrati e ricevute sempre disponibili. È l’occasione per offrire ai clienti uno sportello digitale di studio, riducendo tempi e incongruenze. Restano comunque possibili le modalità tradizionali (cartaceo, e-mail/PEC).
