Il 23 Settembre: l'equinozio d'autunno

 


In genere, anche se non a tutti noto, questo equinozio non cade il 21 del mese, come l'equinozio di primavera, e come i due solstizi.

In genere è il 23 settembre; nel 2004 è caduto il 22 settembre a motivo del fatto che il 2004 è stato bisestile, cadendo un giorno prima. Ma dal 2005 tutto è tornato come prima.

Ma cos'è l'equinozio?

Oggi, su tutta la Terra abbiamo esattamente dodici ore di sole e dodici ore di buio. La linea che divide l'emisfero illuminato da quello immerso nell'ombra passa oggi dai meridiani, uno dopo l'altro, a motivo della rotazione terrestre. La Terra risulta divisa in due, come sempre, da questa linea, da questo confine. Oggi esso passa esattamente sul meridiano, e passa anche dai due Poli.

Da oggi il Polo Nord entra nella notte per sei mesi - ma soltanto il punto esatto del Polo Nord, ricordiamolo - mentre il Polo Sud entra nel lunghissimo giorno, che durerà pure sei mesi.
Invece, all'Equatore, oggi il sole al mezzogiorno astronomico raggiunge lo zenith, cioè il punto più alto sulla volta celeste, esattamente sulla verticale dell'osservatore. In quel momento, esso si potrà scorgere riflesso sull'acqua dei pozzi, anche molto profondi; le case e i pali saranno senz'ombra.

Cosa che si ripeterà al prossimo equinozio, il 21 marzo.

Nella larga fascia contenuta fra i due Tropici, che ha al suo centro l'Equatore - la "zona torrida" - questo strano fenomeno, che da noi non può avvenire mai, accade due volte all'anno, con giorni prefissati per ogni parallelo, e perciò per ogni località.

Esattamente ai due Tropici, che sono per questo fenomeno dei "paralleli-limite", il sole allo zenith si osserva una volta soltanto ogni anno, in corrispondenza dei due solstizi (Capricorno il 21 dicembre, Cancro il 21 giugno).

Per esempio il fenomeno sarà osservabile il 21 giugno nell'Egitto meridionale. E il 21 dicembre nella metropoli brasiliana di San Paolo, posta proprio sul Tropico del Capricorno.

L'istante esatto dell'equinozio astronomico cade alle ore 17.29.

Nel giorno dell'equinozio ma, praticamente, anche nei giorni immediatamente precedenti e successivi, avvengono altre due cose notevoli.

1)      Il sole sorge esattamente ad est, e tramonta esattamente ad ovest. Nei tre mesi successivi al precedente equinozio, quello di marzo, ogni giorno che passava, nel nostro emisfero boreale i due punti (sorgere e tramontare del sole sull'orizzonte) si erano andati spostando verso nord, e avevano raggiunto il massimo di distanza alla data del 21 giugno, il solstizio. Da quel giorno i punti di alba e di tramonto erano lentamente "tornati indietro", verso sud e appunto oggi, equinozio, erano coincisi con l'esatto est e l'esatto ovest di ogni luogo.

Sempre, ricordiamo, escludendo i due Poli, e le loro immediate vicinanze, dove i fenomeni descritti avvengono in maniera notevolmente diversa.

Da oggi e fino al solstizio d'inverno, 21 dicembre, questi punti di contatto del disco solare con il nostro orizzonte si sposteranno lentamente verso sud. Il sole descriverà durante il giorno sempre di più un arco minore, sulla volta celeste, e tenderà a raggiungere, giorno dopo giorno, il punto più basso sull'orizzonte, al momento del mezzogiorno astronomico.

Il 21 dicembre raggiungerà questo punto; si invertirà il cammino, e i punti dell'alba e del tramonto si sposteranno insensibilmente verso nord. E così via.

Nell'emisfero australe tutto avviene a rovescio: lì l'inverno inizia il 21 giugno, e l'estate il 21 dicembre.
2) Oggi in tutto il mondo il sole sorge alle ore 6 e tramonta alle ore 18 (solari). Siccome in Italia abbiamo l'ora legale, questi due istanti avvengono alle 7 e alle 19, come ognuno potrà constatare.
Però occorre tener conto del fatto che questi istanti sono validi esattamente solo al centro del fuso orario. Nel nostro caso italiano, questo avviene solo sul 15° meridiano, che passa, per una strana coincidenza, dalla vetta dell'Etna. Spostandosi ad est del meridiano, i due istanti (alba e tramonto) slittano a qualche minuto prima delle 7 e delle 19; spostandosi ad ovest, essi slittano a qualche minuto dopo questi orari.

L’Equinozio d’autunno è uno dei due punti (primaverile e autunnale) sulla sfera celeste dove l’eclittica (che è il percorso apparente del Sole nel cielo) interseca l'equatore celeste. A causa delle precessione, questi due punti, nel corso del tempo, si spostano, quindi la posizione delle stelle nei cataloghi e negli atlanti si riferiscono ad un "equatore ed equinozio medio" per una specifica epoca. Per il riferimento di posizione degli oggetti, oggi viene sempre usato l'equinozio per l'anno J2000.0, mediando il sistema di riferimento per l'inizio dell'anno 2000, prima del 1992, molti astronomi hanno usato l'equinozio dell'anno B1950.0[1]. Molti vecchi atlanti e cataloghi usano come riferimento l'equinozio del 1950.0, quindi gli osservatori devono prestare molta attenzione quando tracciano la posizione (e quando riportano le posizioni!) usando l'equinozio più appropriato.

La differenza nella posizione degli oggetti quando data per l'anno 1950.0 o 2000.0, corrisponde a diversi minuti d'arco !

 


 

[1] La B o la J che precedono questi anni di riferimento indicano, rispettivamente, l’anno besseliano e l’anno giuliano).